giovedì 16 febbraio 2017

COME NELLE STAZIONI E NEGLI AEROPORTI, UN PIANOFORTE È STATO COLLOCATO ALL'OSPEDALE ALL'ANGELO

Un pianoforte “da strada”, ma con tanto di coda, è stato collocato all’ospedale all’Angelo per consentire agli appassionati di suonarlo liberamente, così come accade in tanti luoghi pubblici in giro per l’Italia e per l’Europa. «Anche questo è un segno di umanizzazione –spiega il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben– cioè un modo per rendere più vivo e caldo un luogo, come l’ospedale, in cui qualche nota abbozzata anche senza pretese può addolcire un’attesa, o distrarre dalla preoccupazione per la propria malattia”». Dopo il pianoforte pubblico “gemello” collocato alcuni mesi fa nel padiglione Jona, ora è la volta dell’Angelo: la grande hall aperta dell’ospedale di Mestre, con i suoi spazi e con i tanti utenti che la frequentano si presta ancora meglio ad ospitare questi “street pianos”, proprio come certi grandi luoghi pubblici, piazze e stazioni, dove già sono collocati i pianoforti pubblici. A donare lo strumento è stata la Piano Charity (beneficenza musicale) United Street Pianos di Sofia Taliani, cantante e pianista italiana, che ha raccolto il sostegno di altri sponsor, in particolare di Veneta Sanitaria Finanza di Progetto e di Sodexo, l’ente gestore della ristorazione dell’Angelo. Lo strumento, collocato proprio di fronte all’area bar/ristorante, è stato chiamato Angelo Valentino, in onore dell’Ospedale e del giorno del suo arrivo; è stato inaugurato con un piccolo concerto regalato dal Soul Spritz Duo, mentre Daisy Rickman, filmaker britanica di United Street Pianos, realizzerà una music video ispirata dall'Ospedale. La United Street Pianos è impegnata da alcuni anni per collocare pianoforti da strada a luoghi pubblici in Italia e all'estero, con l'aiuto di amici e conoscenti che credono all’importante funzione della musica nei luoghi di frequentazione. La loro opera a Venezia sta inanellando una serie di piccoli record: è la stazione ferroviaria di Santa Lucia a Venezia che ha accolto grazie a United Street Pianos il primo pianoforte da strada italiano, seguita da altre grandi stazioni ferroviarie italiane, da Milano a Roma, da Torino a Firenze, da Napoli a Padova. Sempre grazie a United Street Pianos al Santi Giovanni e Paolo di Venezia è stato collocato il primo street piano in un ospedale italiano. Inoltre, al Museo di Arte Moderna di Ca'Pesaro è stato recentemente collocato il primo pianoforte pubblico in un museo italiano, infine il pianoforte collocato all’Angelo è il primo street piano a coda.

martedì 14 febbraio 2017

ZAIA INAUGURA A MESTRE UN'APPLICAZIONE PER NAVIGARE NELL'OSPEDALE, NONOSTANTE I TAGLI


«Nonostante i tagli nazionali già subiti, l‘ultimo di 412 milioni alle Regioni è dell’altro ieri, anhe quest’anno investiremo 70 milioni di euro in nuove tecnologie sanitarie. Macchine moderne aiutano la prevenzione, la diagnosi e le successive cure e non vi rinunceremo. Così come non rinunciamo al cammino verso la completa digitalizzazione da mettere sempre più al servizio degli utenti. Oggi a Mestre ne abbiamo visto due esempi virtuosi». Lo ha detto il presidente della giunta regionale del Veneto Luca Zaia, intervenendo oggi -all’ospedale all’Angelo di Mestre- alla presentazione di una nuova applicazione chiamata My Hospital Serenissima, che guida il cittadino attraverso i meandri del grande ospedale agendo esattamente come il navigatore satellitare di un’automobile, e all’inaugurazione di una Pet-Ct (Positron Emission Tomography – Computed Tomography) ad emissione di positroni, del valore di 1.733mila euro, collocata nella medicina nucleare: il macchinario più avanzato esistente per la diagnosi dei tumori primitivi e delle metastasi.

Grazie alla app My Hospital Serenissima, che successivamente verrà attivata anche per l’ospedale Civile di Venezia, l’utente si potrà addentrare nell’ospedale per raggiungere il punto desiderato (reparti, ambulatori, uffici, servizi, ecc.) esattamente come se si trovasse in una città sconosciuta e si facesse guidare dal navigatore. Il sistema, in grado di funzionare anche in assenza di campo, individua 350 punti d’interesse, e quindi 350 possibili destinazioni, all’interno della struttura, dialogando con 700 sensori collocati in altrettanti punti strategici e indica il percorso corretto passo dopo passo, oltre che le informazioni sugli orari dei servizi.

La Pet-Tc è davvero l’ultimo ritrovato della tecnologia in medicina nucleare: il percorso di diagnosi è infatti particolarmente complesso e approfondito. Al paziente viene iniettato un farmaco “tracciante” che, attraverso il sistema venoso, va a concentrarsi nelle cellule tumorali, che lo inglobano più velocemente delle altre. Il farmaco al glucosio radioattivo usato si ferma quindi proprio là dove si sta sviluppando la neoplasia, consentendo alla macchina di individuarlo e di segnalare contemporaneamente il tumore. Si tratta del primo macchinario di questo livello ad essere installato in Italia.

SCOMPARE RITA FINOTTO, DIRETTORE SANITARIO DELLA ULSS 3. ZAIA: "HA LASCIATO IL SEGNO"


È mancata nella notte all’ospedale di San Donà, vinta da un male che l’aveva aggredita nei mesi scorsi, la dottoressa Rita Finotto, direttore sanitario dell’Ulss 3 Serenissima. L’Azienda sanitaria la ricorda con affetto e stima e si stringe alla famiglia nel dolore. La dottoressa Finotto era stata nominata all'Ulss 3 nelle scorse settimane; aveva svolto nel triennio precedente, su incarico del Direttore Generale Giuseppe Dal Ben, il ruolo di direttore sanitario dell’Ulss 12 Veneziana.
La dottoressa è stata ricordata stamane dal presidente della giunta regionale, Luca Zaia, all'ospedale all'Angelo: «La sanità veneta perde una persona e una professionista che ha dato un grande contributo umano e professionale allo sviluppo complessivo delle cure ai veneti. Rita Finotto ha lasciato il segno, non solo nell’ultima esperienza nell’Ulss lagunare, ma anche con il suo lungo e apprezzato lavoro all’Ulss del Veneto Orientale, dove è stata dirigente stimata e di grandi qualità umane».
Queste le parole del dg Dal Ben: «Nella nostra Azienda sanitaria viene a mancare una persona di altissimo spessore e un professionista di grandissima esperienza e capacità. All’Ulss 12 Veneziana prima e all’Ulss 3 Serenissima in questi ultimi mesi la dottoressa Finotto ha dato molto. Fondamentale il suo impegno per la costruzione di un dialogo e una collaborazione sempre più piena tra gli operatori sanitari dell’Azienda a tutti i livelli. È stata inoltre protagonista della costruzione di un rapporto fattivo tra l’Azienda e tutte le altre realtà sanitarie del territorio, a cominciare dai medici di Medicina Generale, a vantaggio degli utenti del nostro territori»

lunedì 13 febbraio 2017

IMPRESE. PILKINGTON TORNA A INVESTIRE SU PORTO MARGHERA.

IMPRESE. PILKINGTON TORNA A INVESTIRE SU PORTO MARGHERA. ASSESSORE DONAZZAN “FINALMENTE UNA TANTO ATTESA BUONA NOTIZIA” (AVN) – Venezia, 13 febbraio 2017 L’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan era presente oggi all’annuncio del progetto di ripartenza dell’altoforno della Pilkington Italia a Porto Marghera, spento nel novembre del 2012 e dedicato alla produzione di vetri per l'edilizia, da parte di presidente e amministratore delegato Graziano Marcovecchio. “Le unità di crisi della Regione – commenta l’assessore veneto – hanno da sempre seguito le vicende alterne della Pilkington che ha avuto il suo momento più drammatico nella chiusura del forno industriale il 7 novembre 2012 e che rischiava di rappresentare la chiusura definitiva della storia di Pilkington a Porto Marghera”. “La Regione del Veneto – sottolinea Donazzan – ha sempre creduto, al contrario, che ci potesse essere un futuro industriale dovuto alla peculiarità dello stabilimento e dei lavoratori, anche se la crisi del settore dell’edilizia a livello mondiale – esportando la Pilkington quasi la totalità della sua produzione – aveva compromesso le prospettive future. Un diverso approccio, a partire dal cambio dell’amministrazione comunale, che ha dato messaggi inequivocabili sul futuro produttivo di Porto Marghera, e la costante presenza della Regione nell’accompagnare l’azienda attraverso gli accordi con i sindacati e nelle relazioni con il Ministero dello sviluppo economico hanno fatto convinti gli investitori nipponici a prescegliere Porto Marghera rispetto ad altre opzioni in Europa e nel mondo”. “Un plauso sentito – conclude l’assessore – va al sindacato e alla RSU che mai hanno smesso di credere e di lavorare per la riapertura del forno industriale e quindi della produzione. Si terrà giovedì prossimo un importante incontro presso il MISE dove la Regione del Veneto confermerà la destinazione di risorse per le politiche attive che riguarderanno i 130 lavoratori che escono così dal contratto di solidarietà e le annunciate 50 nuove assunzioni dirette. Dopo anni di chiusure e di miserie, posso gioire di una tanto attesa buona notizia a Porto Marghera, che dovremmo tornare a ribadire con forza essere la più importante zona industriale d’Europa”.

giovedì 9 febbraio 2017

REGIONE VENETO E DUBROVNIK (CROAZIA) FIRMANO MEMORANDUM DI COOPERAZIONE


Promuovere i rapporti di amicizia e di collaborazione tra le due Regioni, rafforzare le relazioni e favorire lo sviluppo reciproco, nel rispetto degli obblighi internazionali e di quelli che derivano all’Italia e alla Croazia dall’appartenenza all’Unione Europea. È l’obiettivo alla base della firma del memorandum tra la Regione del Veneto e la Regione di Dubrovnik, avvenuta a Bruxelles, che ha visto protagonisti il presidente della giunta regionale veneta Luca Zaia e il Governatore Nikola Dobroslavic. «Questo accordo –sottolinea il presidente Zaia– è il frutto di una collaborazione ormai ventennale tra il Veneto e le contee Croate dell’Istria e della Dalmazia, in forza della quale la Regione del Veneto ha attuato numerosi progetti a finanziamento sia regionale sia comunitario, utilizzando le risorse dell’unione europea destinate alla cooperazione territoriale. In tale contesto un rapporto particolarmente significativo si è sviluppato anche con la contea adriatica di Dubrovnik-Neretva. Il binomio si è poi ulteriormente consolidato nel corso degli anni con la partecipazione di entrambe le realtà all’Euroregione Adriatico Ionica, di cui la Regione Veneto è socio fondatore e la Contea di Dubrovnik-Neretva detiene la presidenza». La firma del memorandum è stata seguita da un convegno dedicato al Programma Italia-Croazia, un’occasione importante per contribuire e lavorare allo sviluppo delle due Regioni con uno sguardo a livello nazionale. «Questa intesa –conclude Zaia– rappresenta uno strumento importante di sviluppo e rafforzamento nella conduzione del programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Croazia, uno dei più consistenti programmi di cooperazione territoriale (CTE) a livello europeo e il maggiore programma transfrontaliero in cui l'Italia è inclusa. Già nell’evento di lancio svoltosi a novembre 2016 a Venezia è iniziato il confronto tra i tutti i partner su tempi rilevanti quali la capacità dei territori di innovare attraverso sinergie fra imprese e ricerca, il cambiamento climatico e i rischi connessi, la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, la promozione del trasporto marittimo sia dei passeggeri che delle merci». Gli obiettivi strategici del programma per la cooperazione transfrontaliera Italia- Croazia 2014-2020 ripropongono un’ottica di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva della strategia Europa 2020, che mira a rafforzare la cooperazione tra le aree ammissibili promuovendo azioni di sviluppo territoriale integrato, nel quadro delle priorità della politica di coesione dell’Unione.

(Lo scorso gennaio a Chioggia si sono incontrati pescatori italiani e croati, che hanno scoperto avere gli stessi problemi nei confronti dell'Unione Europea e analogo modo di affrontarli, sintomo della rinnovata vicinanza nei rapporti tra le due sponde dell'Adriatico)

mercoledì 8 febbraio 2017

TURISMO SPECIALE E INCLUSIVO NELLE SPIAGGE VENETE, UN PROGETTO DELLA REGIONE


«Il Veneto, prima regione turistica d’Italia e sesta in Europa, dispone di tante ricchezze che attraggono vacanzieri e visitatori da ogni parte del mondo: obiettivo della Regione è far sì che questi beni culturali, artistici, paesaggisti e ambientali del nostro territorio siano fruibili a tutti, nella consapevolezza che tendere alla cosiddetta inclusività significa lavorare a un miglioramento complessivo del nostro prodotto turistico. L’obiettivo è rendere quello veneto il più lungo litorale accessibile, sicuro e inclusivo d’Italia». Così l’assessore regionale al turismo, Federico Caner, ha illustrato stamane a palazzo Balbi a Venezia, insieme alla collega alle politiche sociali Manuela Lanzarin, il progetto “Turismo sociale e inclusivo nelle spiagge venete”, approvato dalla Giunta veneta lo scorso dicembre, la cui finalità è quella di sviluppare e favorire l’offerta di viaggio, vacanza e soggiorno delle persone con disabilità fisiche, motorie e/o sensoriali nelle località balneari venete.

L’iniziativa (che dispone di un budget di 650 mila euro complessivi) sarà attuata in collaborazione con le Aziende Ulss dei territori costieri: la n. 4 “Veneto Orientale”, capofila del progetto in considerazione della sua vocazione turistica ed esperienza in ambito di medicina turistica internazionale, rappresentata dal direttore generale dell’Ulss n. 4, Carlo Bramezza; la n. 5 “Polesana”, presente il direttore generale Antonio Compostella; la n. 3 “Serenissima”, rappresentata dal direttore dei servizi sociali, Danilo Corrà. I comuni coinvolti sono quelli di San Michele al Tagliamento (Bibione), Caorle, Eraclea, Jesolo, Cavallino-Treporti, Venezia (Lido), Chioggia, Rosolina e Porto Tolle, che, insieme, nel 2016 hanno registrato attorno ai 25 milioni di presenze turistiche. «In questi ultimi anni –ha spiegato il direttore Bramezza– le aziende socio sanitarie del litorale hanno operato per trasformare il concetto di "vacanze sicure" in "vacanze in salute", puntando non esclusivamente all’assistenza medica ma sviluppando l'azione anche in termini di produzione del benessere, dai consigli per la salute a una maggior attenzione ai bisogni delle persone diversamente abili. L’esperienza della Spiaggia di Nemo che abbiamo già sperimentato con successo a Jesolo è un esempio concreto dell’opportunità di dedicare maggior attenzione ai temi del sociale, per rispondere alle esigenze di una potenziale clientela delle nostre spiagge tutt’altro che trascurabile, facendo sistema per rendere i litorali non solo facilmente accessibili ma anche più accoglienti». Si punta, attraverso questa azione, a rispondere alle esigenze di chi ha problemi di mobilità ridotta o altre forme di disabilità, ma anche di creare le condizioni per una maggior funzionalità delle spiagge per gli anziani e le famiglie con bambini. L’Unione Europea calcola che l’11% della popolazione, ben 37 milioni di cittadini (di cui quasi 4 milioni italiani), sia costituita da persone affette da disabilità permanente, che in molti casi dispongono di tempo libero e propensione al viaggio, con un potere d’acquisto analogo a quello di altre fasce di popolazione. È prevista la realizzazione di una rete integrata tra le strutture turistiche e ricettive, i servizi socio sanitari, le amministrazioni comunali e il privato sociale, allo scopo di promuovere un turismo capace di coniugare sviluppo economico e nuovi modelli sociali e in grado di attrarre, anche in ambito internazionale, un pubblico più vasto. Una convinta adesione all’iniziativa è venuta anche dalle categorie del settore turistico. «La sinergia tra Regione, operatori e amministrazioni del litorale –ha sottolineato Marco Michielli, presidente di Confturismo Veneto– vara con questo progetto la sua prima vera iniziativa unitaria. È un sogno che si avvera». Conclude Caner: «Un ulteriore intervento che va ad aggiungersi agli altri che come Regione abbiamo attuato e sostenuto nella promozione del turismo responsabile, sostenibile e accessibile, come, ad esempio, Gondolas4All. Ma migliorare l’accessibilità, potenziare i servizi, consentire una fruizione completa dei luoghi di svago e di vacanza non è solo un gesto di grande civiltà, non è solo la risposta a una domanda turistica, è anche un approccio operativo per qualificare complessivamente la nostra offerta».

martedì 7 febbraio 2017

DA LUNEDÌ GLI AGENTI DI POLIZIA IN PROVINCIA AVRANNO IN DOTAZIONE LO SPRAY AL PEPERONCINO


Gli agenti della Polizia veneziana e dei commissariati territoriali in servizio esterno saranno muniti di spray al peperoncino. Si comincerà lunedì 13 febbraio: i primi ad avere in uso il dissuasore saranno gli agenti del reparto volanti. La misura di sicurezza e prevenzione è un criterio programmato da diverso tempo: per il loro uso gli agenti interessati hanno frequentato un apposito corso. Lo spray dovrà essere usato solo nel caso falliscano tutti i tentativi di “comunicazione ordinaria” con la persona fermata e rappresenta lo stadio intermedio tra l’uso comunicativo e quello fisico. Lo spray ha un effetto inibitorio di circa 30 minuti e non provoca effetti duraturi sulla salute delle persone colpite. Gli agenti saranno anche forniti di un apposito corredo per un eventuale neutralizzo del suo effetto.