mercoledì 19 aprile 2017

FIAMME A PORTO MARGHERA, VISIBILI FIN DAL MONTE GRAPPA

Sono rimaste accese per molte ore, visibili addirittura dal Monte Grappa, le due torce di sicurezza dell'impianto Versalis a Porto Marghera. Ieri pomeriggio, dopo le 17.30, i primi segnali che hanno destato l'allarme della popolazione lagunare: due colonne di denso e persistente fumo grigio si sono levate dai tubi, e contemporaneamente le fiamme si alzavano al cielo in modo sinistro. Pronta la comunicazione da parte dell'azienda: si è trattato di un blocco al compressore, e le torce hanno evitato che i gas venissero dispersi nell'atmosfera, bensì bruciati in normale combustione.
La situazione è stata da subito sotto controllo e sono tuttora in corso verifiche del grado di etilene e propilene nell'aria. Molti sono stati coloro che anche a Chioggia e addirittura a Rosolina hanno fotografato e girato video da ogni angolo visuale, oltre naturalmente alle richieste d'intervento giunte ai vigili del fuoco. Anche se il pericolo pare scampato, la questione della permanenza della chimica a Porto Marghera non può essere bypassata così facilmente.

giovedì 30 marzo 2017

ZAIA SI CONGRATULA PER L'OPERAZIONE CONTRO IL TERRORISMO ISLAMISTA A VENEZIA

«Il blitz della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Venezia coordinata dal Procuratore aggiunto Adelchi d’Ippolito, che ringrazio a nome di tutti i veneti, ci restituisce un senso di sicurezza per il quale siamo grati a tutti gli inquirenti e alle Forze dell’Ordine che hanno portato a termine la brillante operazione. Avevamo i terroristi in casa ma, per fortuna, anche bravissimi tutori della legalità. Fa piacere sapere che la comunità veneta è protetta da magistrati e forze dell’ordine di questo livello e professionalità». Lo dichiara il Presidente della Giunta regionale del Veneto, Luca Zaia, apprendendo del blitz che ha portato Polizia e Carabinieri a sgominare una cellula jihadista, con perquisizioni a Venezia, Treviso e Mestre, tre arresti e il fermo di un minorenne. «Questo successo –dice Zaia– è la dimostrazione che siamo in presenza di un fenomeno terroristico diffuso e capillare, verso il quale occorre applicare la tolleranza zero. Viviamo in un Paese che ha già vissuto una tragica stagione di terrorismo politico. Ma questo è ben più pericoloso, perché di livello internazionale, ramificato, subdolo. Messo in atto da cani sciolti o organizzati che sia – aggiunge Zaia – occorre mettere immediatamente in campo leggi speciali, perché quelle ordinarie, troppo permissive, di certo non bastano a contrastare una criminalità internazionale di questo tipo. Occorrono strumenti per rendere ancora più efficace il lavoro della magistratura e ancora più pervasivo quello delle Forze dell’Ordine. Siamo di fronte a delle scelte non più rinviabili, da fare senza buonismi ipocriti, nella consapevolezza che con questo tipo di nemico il dialogo è sconfitto in partenza, perché per dialogare bisogna essere in due, e questi mirano solo a uccidere persone e soffocare le libertà del mondo civile».

sabato 25 marzo 2017

PERDERE LA FACCIA E RIACQUISTARLA: ALL'OSPEDALE ALL'ANGELO SI PUÒ

Si può cadere da otto metri di altezza, e aver salva la vita, e ritrovarsi anche a qualche giorno di distanza con il volto restituito, nonostante i gravi danni subìti nell’incidente. È successo al giovane turista giapponese di cui i giornali hanno raccontato nei giorni scorsi l’avventura infausta e la caduta da un terrazzino, a Marghera: accolto dal Pronto Soccorso dell’Angelo, il ragazzo è stato nei giorni successivi sottoposto ad un delicato intervento al volto presso la Chirurgia Maxillo-Facciale guidata dal dottor Michele Franzinelli. «Il giovane turista nipponico –spiega il dottor Franzinelli– è stato per certi aspetti fortunato, poiché dalla caduta non ha riportato la lesione di organi vitali, né fratture importanti. Ai traumi diffusi, inevitabili in una caduta del genere, si è sommata però un importante ed esteso trauma al viso. È stato quindi sottoposto ad intervento chirurgico di riduzione e contenzione delle fratture a carico del massiccio facciale». L'intervento è stato eseguito dall'equipe dei Chirurgia Maxillo-Facciale nelle persone del dottor Daniele Ferro e del dottor Alessandro Lobbio. «Si è proceduto dapprima –spiegano gli specialisti– alla riduzione delle fratture e alla ricostruzione dell'osso mascellare, con restitutio ad integrum della proiezione del volto nella regione zigomatica. Successivamente si è provveduto alla ricostruzione della cavità orbitaria, recuperando e riposizionando i frammenti ossei dislocati nel seno mascellare in conseguenza all'elevata intensità del trauma riportato». Per tale ricostruzione sono stati impiegati materiali riassorbibili che consentiranno al giovane paziente un ritorno alla normale funzionalità in tempi molto brevi. Particolarmente delicata questa operazione, spiega il dottor Franzinelli: la cavità orbitaria, l’area concava che contiene il bulbo oculare, è infatti costituita da una porzione ossea sottilissima, che si frantuma in occasione di eventi traumatici come quello occorso al giovane paziente. Il paziente, dimesso qualche giorni dopo l'intervento, può far ritorno in Giappone. Ha salutato l’équipe che l’ha operato ringraziando per le cure ricevute e chiedendo di ricevere in Giappone una copia degli articoli sulla sua vicenda. Porterà via con sé il ricordo di una pericolosa avventura, ma anche l’esperienza di un processo di cura che gli permetterà di non mostrare perennemente in volto le conseguenze della caduta.

mercoledì 22 marzo 2017

SPACCIO DI COCAINA: ARRESTI E DENUNCE CONTRO UN CLAN TRA MESTRE E SPINEA

I Carabinieri della Stazione di Spinea, nell’ambito dell’indagine denominata “Idra”, dava esecuzione a 3 misure cautelari emesse del GIP del Tribunale di Venezia su richiesta della Procura della Repubblica lagunare nonché ad 8 decreti di perquisizione, a carico di una compagine di soggetti, tutti del Maghreb (7 tunisini ed 1 algerino), particolarmente attivi nello spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, nel centro abitato di Mestre e nello Spinetense. Nel corso dell’operazione è stato tratto in arresto il capo della banda, Sami Abdi, tunisino classe 1982, destinatario della misura della custodia in carcere, mentre a Faycel Boussif è stato notificato l’obbligo di dimora con permanenza obbligatoria in casa nelle ore notturne. L’operazione è ancora in corso ed il personale dell’Arma è impegnato nella ricerca di altri soggetti, atteso che 7 degli 8 indagati sono tutti senza fissa dimora e clandestini sul territorio nazionale. L’indagine ha avuto origine nel 2015, allorquando si veniva a conoscenza che alcuni soggetti di origini nordafricane da tempo avevano monopolizzato lo spaccio di stupefacenti nell’hinterland mestrino, dispiegando le proprie illecite attività lungo via Miranese, al di sotto del cavalcavia della tangenziale, zona notoriamente indicata con l’appellativo “L’Amelia”. L’andirivieni di soggetti assuntori di stupefacenti confermavano le iniziali ipotesi del personale impegnato nelle indagini. Il primo a cadere nella trappola dei militari dell’Arma era stato nel settembre del 2015 Boussif, algerino, classe 1987, colto nella flagranza del reato di spaccio, proprio nel mentre si trovava al di sotto del cavalcavia dell'Amelia. Le indagini che ne sono conseguite hanno subito evidenziato come il gruppo era attivo anche su altri due luoghi nevralgici del Mestrino, dove la popolazione tossicodipendente notoriamente si recava per acquistare cocaina: i parchi cittadini, in particolare l’Albanese, la zona Cipressina ovvero lungo via Castellana al di sotto del cavalcavia della tangenziale A57 e la zona di via Bottenigo di Villabona a Marghera. Durante il prosieguo delle indagini, il secondo a cadere nella trappola dei Carabinieri per ben due volte nel giro di soli 8 giorni, il 18 e il 26 giugno scorsi è stato Abdellak Belguith chiamato Karem, arrestato in flagranza di reato in entrambe le occasioni, poiché trovato in possesso di circa 50 grammi di cocaina nel mentre cedeva stupefacente in via Bottenigo. Con l’arresto di quest’ultimo veniva in rilievo la figura di Sami Abdi (alias Jack), assoluto punto di riferimento della compagine per lo spaccio di cocaina. Vero reclutatore di pusher, non si esponeva mai e conduceva una vita ben al di sopra delle proprie possibilità. E, nonostante la propria clandestinità, con la compiacenza di giovani ragazze riusciva sempre a rimanere anonimo sul territorio, nella considerazione che le stesse provvedevano a sottoscrivere contratti d’affitto e fornitura di utenze varie al fine di consentire ad Abdi di dimorarvi all’interno nonostante la clandestinità. L’attività illecita, che vedeva Abdi quale procacciatore di cocaina, coadiuvato nella cessione al minuto da Belguith, Boussif e un altro tunisino (T.B. classe 1989), fruttava anche 4mila-5mila euro a notte. Nell’ambito della medesima attività veniva inoltre eseguita lo scorso 30 gennaio un’ordinanza di custodia cautelare in carcere sul conto di Abdellakm Belguith che allo stato è tuttora detenuto. Durante la perquisizione eseguita nel corso delle esecuzioni delle misure cautelari, col supporto dei militari della Compagnia d’intervento operativo del battaglione e del Nucleo Cinofili dei Carabinieri, venivano rinvenuti nella disponibilità di Abdi numerosi telefoni, tutti con dual sim, e numerose schede telefoniche, alcune delle quali ancora da utilizzare, nonché ben 4 spray al peperoncino, oltre a due pugnali e due pc sul conto dei quali saranno eseguiti gli accertamenti tecnici, nonché la somma contante di 1400 euro circa. Inoltre, nell’abitazione di Faycel Boussif veniva rinvenuto -ben nascosta nella vegetazione di una casa in stato di abbandono- un sacchetto contenente 10 grammi di cocaina, la somma di 190 euro, due telefoni dualsim nonché uno storditore elettrico. Nell’indagine figurano ulteriori 4 maghrebini, di cui uno residente a Spinea, non destinatari al momento di alcuna misura cautelare o sanzionatoria.

giovedì 16 marzo 2017

METEOR SHARING APRE LA STAGIONE CON UN MATCH RACE

VENEZIA, 16 marzo 2017 - Ritorna sabato 18 e domenica 19 marzo a Venezia il Match Race di Meteorsharing con un evento speciale dedicato alla festa del papà. Il format, sempre più collaudato ed organizzato da Meteorsharing, l'associazione sportiva presieduta da Alberto Tuchtan, prevede emozionanti sfide a bordo di 4 meteor all'interno del Marina Sant'Elena, il moderno porticciolo turistico situato a due passi dal centro storico di Venezia. Ad illustrare la kermesse è Alberto Tuchtan:"La concomitanza del nostro evento con la festa del papà ci stuzzicava parecchio, quindi abbiamo pensato di far salire in barca insieme papà e figli, in un evento speciale andando a creare quindi, al termine delle prove, una classifica speciale per gli equipaggi famigliari. La nostra idea è stata colta subito con grande entusiasmo, ed avremo complessivamente circa una ventina di equipaggi".
I match race organizzati da Meteorsharing sono da sempre un momento di svago e divertimento, ma anche l'occasione di apprendere nozioni importanti grazie alla presenza del coach Enrico Zennaro, uno dei velisti più quotati a livello nazionale ed internazionale, vincitore di otto titoli mondiali, quattro titoli europei e nove titoli italiani, tornato in Italia di recente dopo l'esperienza alla Sailing Arabia the Tour pronto a mettere a disposizione dei partecipanti tutta la propria esperienza e dell'olimpionica Federica Salvà. "Sono un regatante in piena attività quindi non mi risulta facile rimanere a terra e vedere gli altri regatare ma in queste manifestazioni organizzate da Meteorsharing il clima è sempre molto piacevole quindi sono sicuro che nei prossimi giorni mi divertirò anche se non avrò delle cime o il timone in mano. Assieme a Federica Salva', la quale è appena tornata da una regata con il Melges 20 a Sydney sullo stesso campo di regata dove nel 2000 e' arrivata settima alle olimpiadi, saremo a disposizione dei regatanti per consigliarli su eventuali manovre, sulla messa a punto o sulle regole di regata." ha spiegato Enrico Zennaro "Mi ritengo molto soddisfatto del successo che stanno ottenendo i nostri eventi, e ciò è dimostrato dal numero sempre maggiore di partecipanti. Da sottolineare inoltre come i partecipanti arrivino a Venezia da tutto il Nord Italia. Parallelamente stiamo lavorando anche al calendario della stagione 2017, che ci vedrà impegnati in aprile nella regata dei Due Golfi a Lignano, a Bracciano per il Campionato Italiano Meteor, a Chioggia per la Coppa Italia Miniatura e a fine giugno nel Campionato Italiano ORC a Monfalcone" ha concluso Alberto Tuchtan.

ICTUS, L'OSPEDALE DI MESTRE CON QUELLO DI CHIOGGIA: "IN POCHE ORE L'INTERVENTO CHE SALVA"

«In caso di ictus è importantissimo intervenire in modo appropriato e rapido, con l’appoggio di un centro specializzato. Per questo l’ospedale di Mestre avvia un collegamento telematico con l’ospedale di Chioggia, e in prospettiva con quelli della provincia, per la gestione rapida delle emergenze e delle patologie neurologiche». Lo annuncia il direttore dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, presentando un progetto di telemedicina che si attiva proprio nella Settimana mondiale del Cervello. «In alcune malattie neurologiche, ad esempio l’ictus –spiega il primario di Neurologia dell’Angelo, Rocco Quatrale– l’intervento tempestivo di un centro dedicato, già al manifestarsi dei primi sintomi, consente di ridurre e talora di annullare i gravi danni che la patologia potrebbe provocare. Una diagnosi precoce delle malattie neurologiche consente di risparmiare sofferenza e disabilità, e un trattamento rapido ed appropriato dei danni evolutivi del cervello prolunga l’autonomia del paziente. Serve tempestività: le soluzioni terapeutiche disponibili attualmente, ad esempio la trombolisi sistemica e la trombolisi loco-regionale, vanno praticate entro le 4/6 ore, ed è dimostrato che l’effetto atteso si riduce quanto più tardi si interviene». Proprio per l’importanza della corretta gestione di ogni fase del soccorso del paziente con ictus ischemico, il centro hub dell’Angelo si mette a disposizione dei pronto soccorso e degli ospedali del territorio. E proprio nel corso della Settimana mondiale del Cervello, l’Ulss 3 Serenissima avvia il progetto che collega l’ospedale di Chioggia al centro hub di Mestre, nell’ambito della malattia cerebro-vascolare acuta.
«Grazie al progetto e grazie a nuove tecnologie di teleconsulto –continua il primario– sarà possibile trasmettere in tempo reale da Chioggia all’Ospedale di Mestre le immagini cliniche del paziente con ictus ischemico accolto nel pronto soccorso di Chioggia, nonché le sue immagini TC e angioTC e i suoi esami ematici. Ricevute tali informazioni, i neurologi e i neuroradiologi del centro hub potranno espletare un teleconsulto in videoconferenza e avviare, di concerto con i sanitari del nosocomio di Chioggia, il trattamento del paziente in loco e, se necessario le procedure di centralizzazione del paziente all’Angelo». Il collegamento con il centro specializzato garantisce le cure neurologiche più appropriate anche fuori dal momento della stretta emergenza: «La Neurologia –conclude il dottor Quatrale– ha ancora un ruolo sottostimato nel nostro Paese. Si calcola che nel 60% dei casi i pazienti non si rivolgono al neurologo per patologie su cui invece ci sarebbe necessità di intervento specialistico: così si ritarda la corretta diagnosi, non si imposta per tempo la strategia terapeutica in grado di tenere sotto controllo i sintomi, non si interviene sulla progressione della malattia». Il progetto avviato in questi giorni sulle malattie neurologiche è un ulteriore passo nella costruzione di sistemi e reti di telemedicina nell’Ulss 3 Serenissima: «L’uso della telemedicina è una delle frontiere essenziali per garantire una maggiore e tempestiva efficacia dei nostri interventi», sottolinea il direttore generale Dal Ben. «Attraverso il collegamento tra le strutture, supportato dall’informazione e dalle tecnologie innovative di comunicazione, affrontiamo la sfida del nostro sistema sanitario nei prossimi anni: veniamo incontro ad una popolazione sempre più anziana, che con difficoltà raggiunge i luoghi di diagnosi e cura».

La Settimana del Cervello

Dal 13 al 19 marzo si celebra la Settimana del Cervello, ricorrenza annuale coordinata dalla European Dana Alliance for the Brain in Europa, dalla Dana Alliance for the Brain Initiatives e dalla Society for Neuroscience negli Stati Uniti. Tale iniziativa è il frutto di un vasto coordinamento internazionale a cui partecipano società scientifiche di interesse neurologico di tutto il mondo, fra cui anche la Società Italiana di Neurologia. Quest’anno la Settimana del Cervello si propone di richiamare l’attenzione su un organo complesso ed affascinante che ancora cela molti segreti ed è responsabile di gravi malattie, nonostante le importanti scoperte di questi ultimi anni. Il titolo scelto per l’edizione 2017 è “Curare il cervello migliora la vita”. Le malattie neurologiche sono ormai le condizioni morbose più diffuse e risultano responsabili delle più gravi condizioni cliniche. La ricerca ha mostrato importanti progressi e la collaborazione fra società scientifiche ed associazioni di malati ha consentito una diffusa consapevolezza delle nuove prospettive di prevenzione, diagnosi e cura.

sabato 11 marzo 2017

TENTATA RAPINA IN GIOIELLERIA A RIALTO, ALLARME E PASSANTI METTONO IN FUGA I LADRI

Tentata rapina ieri alla gioielleria Bastianello in zona Rialto a Venezia. Attorno alle 18.30 il titolare è stato aggredito da due individui, che si erano finti clienti e nella colluttazione hanno colpito più volte il povero Gianluca, oltre a infrangere per terra una preziosa coppa di vetro. Bastianello è comunque riuscito a far scattare l'allarme. Le urla di alcuni passanti, tra cui una coppia di turisti canadesi, hanno messo in fuga i ladri prima dell'arrivo della polizia.